MULTA ANTITRUST A TELECOM, H3G, VODAFONE E WIND PER GIOCHI E APP A PAGAMENTO

registro opposizioni

Con provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - dopo numerose segnalazioni ricevute nel 2014 che denunciavano forniture non richieste e misteriosi addebiti sulle bollette – i maggiori operatori nella telefonia mobile sono stati condannati  a pagare una multa di 5 milioni di euro per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile, ovvero servizi e app come giochi e video, accessibili durante la navigazione in particolare tramite smart phone e spesso incautamente acquistati semplicemente con un “click” su un banner.

I servizi premium sono dei servizi che vengono forniti all’utente di telefonia mobile (sia esso titolare di un abbonamento o di SIM prepagata) da un soggetto terzo, detto Content Service Provider (CSP), fornitore del servizio e beneficiario del pagamento tramite addebito sul conto telefonico, con retrocessione di elevate commissioni a favore degli operatori telefonici degli addebiti.

L’Antitrust ha accertato in particolare che gli operatori

  • non hanno fornito ai propri utenti adeguata informazione sulle caratteristiche e le modalità di fornitura di tali servizi che comportano attivazione e addebiti automatici
  • sull’automatica pre-abilitazione della SIM alla ricezione dei servizi premium, pre-abilitazione automatica che costituisce sovente la causa dell’incolpevole attivazione dei predetti servizi da parte degli utenti
  • hanno omesso di informare gli utenti della facoltà loro riconosciuta di richiedere al momento della sottoscrizione o un momento successivo il blocco selettivo dei servizi a sovrapprezzo.

Questo ennesimo gravissimo episodio, concluso con una pesante multa antitrust a carico di Vodafone, Telecom, H3G e Winddimostra ancora una volta che le liberalizzazioni di parte dei mercati, come quello della telefonia, di per sé non sono mai sufficienti a garantire vantaggi reali per i consumatori se gli attori delle singole filiere non declinano il loro agire economico su parametri rispettosi delle persone, a prescindere dall’esistenza di una specifica normativa che vieti o meno una pratica commerciale.

“Quello che troviamo gravissimo – dice Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori e presidente di MC Torino – è che non è pensabile che queste aziende non fossero consapevoli dell’illegittimità del proprio comportamento.Questo dimostra che, come sempre, la massimizzazione del profitto per le Telco conta più della propria immagine aziendale e purtroppo dei diritti dei cittadini”.

“Ieri erano le numerazioni speciali oggi sono le app – continua Mostaccio – cambiano gli strumenti di ingiusto profitto, ma il risultato è sempre lo stesso: i consumatori sono carne da macello, alla faccia della responsabilità sociale d’impresa. Ora è doveroso che le Telco chiedano scusa ai consumatori e si impegnino a trovare al più presto le modalità per restituire quanto illegittimamente addebitato”.

Gli utenti possono affidarsi al Movimento Consumatori per chiedere il risarcimento del maltolto, rivolgendosi a uno dei nostri sportelli in Piemonte oppure allo Sportello del Consumatore on line o possono scrivere un’email a sostelefonia@movimentoconsumatori.it.

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