Mercato ittico: mercurio nel pesce spada. Un consiglio ai consumatori torinesi.

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Dopo lo scandalo della carne equina ancora una volta sotto la lente d’ingrandimento alimenti in commercio nella nostra città, questa volta con possibili (ma ancora del tutto ipotetici) gravi rischi per la salute.

Pesce spada con tracce di mercurio oltre la norma è stato infatti  trovato dagli ispettori dell’Asl Torino 1 in un banco del mercato ittico all’ingrosso del capoluogo piemontese. Il pesce, proveniente dalla Spagna, è risultato non conforme al limite di mercurio previsto dalla legge, pari a 1 mg per chilo, in quanto aveva un valore pari a 1,9 mg. Il titolare della ditta importatrice è stato denunciato per commercio di alimenti pericolosi e il dott. Guariniello della Procura della Repubblica sta indagando.

Come si devono comportare i consumatori torinesi?

In questi casi il confine tra i rischi reali e l’allarmismo è sottile, soprattutto quando le notizie sono fresche e frammentarie.

Certo, i consumatori non hanno nessuna possibilità di sapere se e in quali pesci si possano riscontrare residui di metalli pesanti superiori ai limiti di legge. Una regola di base è quella di acquistare pesci non molto grossi e privilegiare pesci piccoli e prestare particolare attenzione soprattutto quando il pesce è destinato all’alimentazione dei bambini.

Un consiglio nella scelta: se un pesce è grosso, significa che ha vissuto molto (magari 10 o 12 anni come il tonno o lo spada) e alimentandosi ha man mano aumentato i ‘depositi’ di metalli pesanti, tra cui, nel pesce spada, il mercurio. L’età di un pesce spada si capisce dal numero di cerchi (come gli alberi) visibili.

Alessandro MostaccioNe ha parlato il nostro presidente Alessandro Mostaccio su La Repubblica Torino.

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