Chiamate indesiderate? C’è il Registro delle Opposizioni

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Elena RavettiA cura di Elena Ravetti (MC Torino), consulente nella Telefonia.

Da circa due anni è stato istituito il Registro delle Opposizioni per tutelare gli abbonati dalle chiamate pubblicitarie indesiderate. Si tratta di un servizio gratuito che permette al cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, di non ricevere più telefonate per scopi commerciali o ricerche di mercato.

Per poter accedere al sistema è necessario iscriversi al registro andando sul sito http://www.registrodelleopposizioni.it.

Abbiamo tuttavia ricevuto segnalazioni di persone che pur essendosi iscritte hanno continuato a ricevere chiamate pubblicitarie indesiderate.

È importante ricordare che il Registro Pubblico delle Opposizioni mette l’Abbonato al riparo dalle chiamate indesiderate degli operatori di telemarketing che utilizzano come fonte dei propri contatti gli elenchi telefonici pubblici.

L’iscrizione di un abbonato nel Registro però non esclude il trattamento dei suoi dati per finalità di telemarketing da parte dei singoli soggetti che abbiano raccolto i dati – forniti consenzientemente dagli abbonati – da fonti diverse dagli elenchi telefonici pubblici (per esempio tessere di fidelizzazione, tessere per raccolta punti, promozioni eccetera).

Pertanto se continuate a ricevere telefonate indesiderate pur essendovi iscritti al Registro assicuratevi che:

1) l’iscrizione sia avvenuta con successo: è possibile verificarlo chiamando il numero verde 800.265.265 dal numero telefonico per cui è stata fatta la richiesta di inserimento nel Registro;

2) siano trascorsi 15 giorni dall’iscrizione: periodo massimo entro cui gli operatori di telemarketing sono tenuti ad aggiornare le proprie liste di contatti recependo le opposizioni espresse dai cittadini;

3) non sia stato dato il consenso al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing a soggetti terzi che effettuano chiamate pubblicitarie da fonti diverse dagli elenchi telefonici pubblici.

 

Se queste condizioni sono soddisfatte e continuate invece a ricevere telefonate indesiderate potrete segnalare l’inadempienza all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, scaricando il modulo oppure sporgere denuncia all’Autorità giudiziaria.

Se invece il vostro numero telefonico è iscritto nel Registro, ma avete firmato il consenso al trattamento dei dati personali a un soggetto terzo da cui ricevete chiamate pubblicitarie indesiderate, l’operatore di telemarketing ha l’obbligo, a richiesta dell’utente, di informare da quale lista sia stato estratto il suo numero telefonico. Il cittadino può richiederne la cancellazione, che deve essere effettuata dal titolare dei dati entro 15 giorni dalla richiesta, che si può effettuare compilando il modulo.

In ogni caso potete rivolgervi ai nostri Sportelli per aprire una pratica, anche on-line.

In caso di violazione del diritto di opposizione verrà applicata la sanzione prevista dall’art. 162, comma 2-quater del Codice in materia di protezione dei dati personali, riportato qui di seguito.

Art. 162. Altre fattispecie

1. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dall’articolo 16, comma 1, lettera b), o di altre disposizioni in materia di disciplina del trattamento dei dati personali è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro a sessantamila euro.

2. La violazione della disposizione di cui all’articolo 84, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da mille euro a seimila euro.

2-bis. In caso di trattamento di dati personali effettuato in violazione delle misure indicate nell’articolo 33 o delle disposizioni indicate nell’articolo 167 è altresì applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila euro a centoventimila euro. Nei casi di cui all’articolo 33 è escluso il pagamento in misura ridotta.

2-ter. In caso di inosservanza dei provvedimenti di prescrizione di misure necessarie o di divieto di cui, rispettivamente, all’articolo 154, comma 1, lettere c) e d), è altresì applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da trentamila euro a centottantamila euro.

2-quater. La violazione del diritto di opposizione nelle forme previste dall’articolo 130, comma 3-bis, e dal relativo regolamento è sanzionata ai sensi del comma 2-bis del presente articolo.